mercoledì 26 febbraio 2014

Dante’s Inferno: An Animated Epic


Dante’s Inferno: An Animated Epic è un anime di Jonathan Knight del 2010, liberamente ispirato alla cantica dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, prodotto dalla Manglobe e dallo Production I.G, con alla regia Shukou Murase e Yasuomi Umetsu.

Trama – Dante è un cavaliere che, tornato alla sua dimora dopo la fine della Terza Crociata, trova tutta la sua famiglia e Beatrice trucidata.

A seguito di ciò, gli appare l’anima di Beatrice che, pronta per salire in Paradiso, viene ghermita da Lucifero e trascinata all’Inferno, poiché Dante ha tradito la promessa fatta alla sua amata. Stando così le cose, Dante, armato di una falce enorme, decide di discendere nel Tartaro, affrontando in brutali combattimenti tutti i terrificanti demoni che gli si presentano dinanzi, allo scopo di salvare la sua amata dalla prigionia eterna.



Come nella Divina Commedia, l’anime presenta la divisione dell’Inferno in gironi (anche se non troppo fedelmente). Inoltre, sarà Virgilio a fargli da guida in questo tumultuoso viaggio, avvertendolo, di volta in volta, dei pericoli che lo attendono.

Commento – questo è il classico anime in cui i combattimenti truculenti e il soprannaturale la fanno da padrone. Dante è un prode guerriero crociato assetato di sangue demoniaco e pronto a tutto per liberare Beatrice dalle sofferenze eterne dell'Inferno.

In altri termini, concedetemelo, un cartone stile sword and sorcery.


Lo sviluppo psicologico dei personaggi è quasi inesistente, l’unico che viene curato è quello di Dante e si sviluppa lentamente durante tutto il corso dell’anime. 

L’animazione e il character design sono i veri punti di forza di questo prodotto . Li ritengo entrambi raffinati. La prima esalta notevolmente i combattimenti, mentre il secondo evidenzia una particolare cura per i personaggi. Magistrali sono, in particolare, i disegni raffiguranti l’Inferno e le creature che lo abitano.


Giudizio finale – Per quanto mi riguarda, debbo dirvi che, ad onta delle pesanti critiche mossegli da molti addetti ai lavori, Dante’s Inferno mi ha letteralmente esaltato, come pochi altri anime e pertanto ve lo consiglio.

martedì 25 febbraio 2014

Spade e Diavolerie di Fritz Leiber



Il libro di cui voglio parlarvi oggi è Spade e Diavolerie di Fritz Leiber, primo di una serie di racconti fantasy dedicati al mondo di Nehwon.

Ambientazione - L’opera è ambientata a Nehwon (un mondo immaginario) ed in particolare nella corrotta, decadente città di Lankhmar in cui il livello dello smog ottenebra completamente il cielo, tanto da impedire ai suoi cittadini di scorgere le stelle. L’Autore ci dice che, in tale luogo, la tecnologia:

“Può essere paragonata a quella dei Romani o essere paragonata, se posso usare il termine a quella medievale delle terre del sud.”(1)

Mentre per quanto attiene alle terre orientali:

“Pensate ai saraceni, agli arabi, partiati o anche agli assiri. Cavalcano cammelli ed elefanti e usano estensivamente l'arco.”(2)


Trama - I protagonisti dell’opera sono Fafhrd e il Gray Mouser.
Il primo, gigantesco barbaro del Nord dai capelli rossi, fugge da Cantuccio Freddo con Vlana, poiché sua madre, Mor, gli intima più volte di sottostare ai rigidi dettami etici prescritti dalle donne Clan delle Nevi e di sposare Mara (donna che lui non ama), minacciandolo di infliggergli una terribile punizione in caso di trasgressione. Il secondo, apprendista mago del sud, piccolo e dalla pelle olivastra, scappa dal suo luogo natio con Ivrian, dopo aver ucciso il duca Janarrl, assassino del suo maestro Glavas Rho e padre della sua amata.
Fafhrd e il Gray Mouser si troveranno a combattere insieme nella città di Lankhmar e stringeranno una forte amicizia, spinti dalla bramosia di danaro, dalla passione per l’alcol e per il gioco d’azzardo.

Commento – Il libro è divertente e scorrevole ed è caratterizzato da tutti gli elementi tipici dello sword and sorcery: antieroi, uomini membruti, soprannaturale, combattimenti, magia e donne procaci. Inoltre, è scritto da un maestro del genere come Fritz Leiber.

Pertanto, ne consiglio caldamente la lettura.


Note:

1. Fritz Leiber (1976). Fafhrd and the Mouser Say Their Say. The Dragon

2. Ibidem.

mercoledì 19 febbraio 2014

Hideout



Oggi, introduco il primo post del Blog, dedicato ai manga.
Voglio parlarvi di Hideout, un horror scritto e disegnato da Masasumi Kakizaki nel 2010 e composto da un unico volume.
L’opera si apre con il protagonista, Kirishima Seiichi, legato ad una sedia in una stanza buia, che chiede al suo aguzzino di essere risparmiato dalla morte. Poi, l’autore inserisce un flashback nel quale Seiichi è in vacanza in un isola con la moglie Miki, allo scopo recuperare la sua vacillante situazione famigliare, dovuta alla morte del figlio, a causa di un incidente.
Seiichi propone a Miki una gita ad una cascata che, secondo una superstizione, darebbe la felicità a chi la visita. La moglie, benché sia riluttante e sprezzante, accetta l’invito e i due coniugi vi si recano in auto. 
E’ notte e piove a catinelle, improvvisamente, la vettura dei protagonisti si ferma, poiché il carburante è esaurito. Seiichi chiede a Miki di proseguire a piedi fino alla cascata e lei, nonostante sia restia, accetta. Appena escono dal veicolo, Seiichi, pazzo di follia, rivela le sue vere intenzioni a Miki, dichiarandola responsabile della morte del figlio e, per questo motivo, cerca di ucciderla, con l’ausilio di una chiave inglese. La moglie riesce a fuggire e, trovando una caverna, decide di rifugiarvisi all’interno. Seiichi la segue, tuttavia, non potrà limitarsi a darle la caccia, ma dovrà anche fare i conti con il misterioso abitante che si cela nelle profondità della grotta.
Da questo momento in poi, il manga diventa sempre più terrificante, intriso di continui colpi di scena e di una violenza inaudita fino alla conclusione, senza dare un attimo di sosta al lettore.
Sul versante delle illustrazioni, è lecito ritenere che i disegni sono di ottima fattura e riescono a raffigurare egregiamente il terrore di questa storia.
In definitiva, un manga degno di essere letto, anche in relazione al fatto che Masasumi Kakizaki è un grande fan di Stephen King e, per questa opera, si è direttamente ispirato al grande scrittore americano.

venerdì 14 febbraio 2014

Ninja Scroll



Il post di oggi è dedicato agli anime e nella fattispecie a Ninja Scroll, capolavoro che si colloca, in termini di popolarità, allo stesso livello di Akira e Ghost in the ShellHo avuto modo di vederlo qualche giorno fa e mi ha letteralmente entusiasmato, di conseguenza, ho deciso di dedicargli una breve recensione.
Ninja Scroll è un film di animazione giapponese, di azione/soprannaturale, scritto e diretto nel 1993 dal geniale Yoshiaki Kawajiri (regista di molti altri anime di successo tra cui Vampire Hunter D) e realizzato dalla Madhouse.
Il protagonista è Jubei, un ninja mercenario, che salva Kagero dalle grinfie di Tessai, demone della roccia, grazie alle sue abilità di guerriero e all’aiuto di Dakuan. Quest’ultimo, anziano funzionario del governo Tokugawa, lo convince, in maniera poco ortodossa, ad aiutarlo a combattere i Demoni di Kimon, i quali intendono attuare un colpo di stato. Questi ultimi, benché siano uomini, sono dotati di poteri occulti che li rendono esseri infernali in grado di terrorizzare i propri avversari e di sovvertire le sorti dei combattimenti.
Kagero, spinta dal desiderio di sdebitarsi per il fatto di essere stata salvata da Jubei, si unirà a lui ed al cinico Dakuan, nell’impresa di sconfiggere i temuti Demoni di Kimon.


L’ambientazione è quella del Giappone feudale. Una parte rilevante dell’anime si sviluppa in un contesto tetro, il che costituisce un segno distintivo di Kawajiri. Grande rilevanza è data ai combattimenti, che sono particolarmente truculenti. Un altro elemento caratteristico delle opere di Kawajiri (e comunque di molti altri anime giapponesi) è la forte presenza di scene ad alto contenuto erotico, che poco lasciano all’immaginazione dello spettatore.
L’animazione e il character design sono raffinati e di altissima qualità: i personaggi presentano caratteristiche peculiari per quanto concerne fisionomia, abbigliamento ed armamento.
La colonna sonora e gli effetti sonori, risultano consonanti alla storia e coinvolgenti.
In poche parole, Ninja Scroll è una pietra miliare dell’animazione giapponese e deve essere visto.

domenica 9 febbraio 2014

Claymore, la serie TV



Claymore è una serie televisiva anime, composta da ventisei episodi, prodotta dalla Madhouse nel 2007 e tratta dall’omonimo manga di Norihiro Yagi.
Questa serie televisiva, paragonata da alcuni a Berserk, è, a buon diritto, riconducibile al genere dark fantasy. Abbiamo, infatti, un’ambientazione tetra e cupa in un mondo medievale, nel quale le città ed i villaggi sono preda di continui attacchi di demoni chiamati Yoma che uccidono le persone, cibandosi delle loro viscere. Gli Yoma sono particolarmente pericolosi per il fatto di essere dotati di una forza mostruosa e della infida capacità di dissimulare il proprio vero aspetto fisico, confondendosi tra gli umani.
La popolazione delle città e dei villaggi, non potendo fronteggiare questi esseri infernali, si affida ad una società segreta: l’Organizzazione, la quale, dietro il pagamento di un compenso in danaro, invia le Claymore a sterminare gli Yoma. Le Claymore sono donne guerriero mezzo demoni dagli occhi grigi, al servizio dell’Organizzazione, munite di gigantesche spade a due mani e dotate di una maestria nel combattimento tale da consentire loro di sconfiggere gli Yoma.
La protagonista di questo anime è Claire, una Claymore che, inviata in un villaggio per uccidere uno Yoma, dopo aver compiuto la sua missione e salvato da morte certa il giovane Raki, accetta che questi si unisca a lei nei suoi viaggi irti di pericoli.
Sul versante dell’animazione e del character design, occorre riconoscere che la Madhouse ha fatto un ottimo lavoro (come sempre), illustrando egregiamente i personaggi e le ambientazioni.
Ditemi ciò che volete, ma io adoro i disegni degli anime della Madhouse.
A voler essere pignoli, tuttavia, devo sottolineare che le Claymore, benché siano disegnate in modo raffinato, presentano un’imbarazzante somiglianza l’una con l’altra. La Madhouse avrebbe ben potuto differenziare le guerriere in maniera più evidente.
In conclusione, devo riconoscere che questa serie televisiva è stupenda ed incolla letteralmente lo spettatore allo schermo con continui colpi di scena, imponendogli una vorace visione di tutte le puntate. Di conseguenza, la consiglio caldamente a tutti gli amanti del genere. 
Di seguito il trailer dell'anime: