mercoledì 4 marzo 2015

Intervista ad Alessandro Girola

In attesa del terzo e conclusivo volume della saga fantasy dei Venatores (su Hyperborea abbiamo parlato di Grifo e Gigiat), sono lieto di intervistare Alessandro Girola, geniale scrittore, e fondatore di Plutonia Experiment, sito eclettico in cui si discute di libri, film, fumetti, social media, webmarketing, tecnologia e glamour.

1. (Hyperborea) Quando è nato il tuo amore per la scrittura?

Ho sempre scritto, fin da quando ho iniziato a leggere. Attorno ai dieci anni, dopo aver scoperto i librogame, ho provato a scriverne uno. Era un improbabile mischione tra Ken il Guerriero e Lupo Solitario.
Col tempo sono passato alla narrativa, dapprima breve, poi più lunga. Per mostrare le prime cose (i primi racconti) in pubblico ho atteso molto. In questo senso la Rete è stata un'ottima palestra, con maestri duri, ma che mi hanno insegnato molto.

2. (Hyperborea) Al tuo attivo hai uno stuolo di ebook e pubblicazioni in molteplici generi letterari, in quale di essi preferisci cimentarti come scrittore?

Se devo citarne uno soltanto direi l'horror. Ma in realtà non amo le classificazioni rigide. Nei miei horror c'è sempre del fantasy, e viceversa.
Tuttavia voglio risponderti in modo meno filosofico: mi trovo a mio agio soprattutto con la narrativa del brivido, con particolare riferimento a quelle storie che riguardano realtà alternative o invisibili. Storie alla Twilight Zone, per capirci...


3. (Hyperborea) Recentemente abbiamo avuto modo di leggere i primi due volumi della saga dei Venatores, ebook di fantasy storico che hanno ottenuto un grande successo. A mio avviso queste storie possono essere a buon diritto classificate come sword and sorcery per la natura dei temi trattati. Sei d’accordo?

Sì, direi di sì. I romanzi della saga dei Venatores sono sword and sorcery costruiti su un solido impianto storico, che nel mio caso fa riferimento al Rinascimento.

4. (Hyperborea) Per quale motivo hai scelto l’ambientazione storica, che comporta un notevole e meticoloso impegno nella documentazione?

Come disse tempo fa un mio professore delle superiori, che amava  a sua volta dilettarsi di scrittura: “Nei libri di Storia ci sono più avventure e cose meravigliose che in qualunque romanzo passato, presente o futuro.”
In effetti le varie civiltà che hanno caratterizzato la breve storia della specie umana sono piene di aneddoti e di eventi che, con un pizzico di fantasia, forniscono una miniera di spunti narrativi.

5. (Hyperborea) La saga dei Venatores, soprattutto nel secondo volume
(Gigiat), mi ricorda molto Il mastino della Guerra di Michael Moorcock. Ti sei ispirato a questo autore per scrivere la tua novelette?

Il Mastino della Guerra è uno dei miei romanzi preferiti. Sicuramente mi piacerebbe scrivere qualcosa che lo ricordi, non per trama bensì per stile e costruzione. Se dici che Gigiat ci assomiglia un pochetto non posso far altro che inchinarmi e ringraziarti di cuore :)

6. La magia e il soprannaturale sono presenti nella saga dei Venatores e giocano un ruolo chiave nelle vicende narrate. Perché, a tuo avviso, molti autori odierni come Martin, Abercrombie, ecc… scelgono di non utilizzare questo elemento, che comunque è fondamentale nelle opere di fantasy?

I motivi possono essere tanti.
La magia è un elemento difficile da inserire in un fantasy adulto, perché si rischia di utilizzarla come deus ex machina, per togliere gli eroi dai guai quando l'ingegno e le normali risorse fisiche/mentali non lo permettono.
Non a caso io prediligo utilizzare una forma di magia più rara, complessa e mentale, che non quella classica, mutuata dai giochi di ruolo.
Un altro motivo che può spingere un autore a non inserire magie e sortilegi nei suoi libri è la paura di essere ghettizzati esclusivamente come scrittori di genere. Al contrario, diversi autori moderni di fantasy (specialmente quelli che aspirano a essere bestselleristi), cercano di imporsi a un pubblico più generico e meno settorizzato.

7. (Hyperborea) Hai dichiarato su Plutonia Experiment che il terzo volume della saga dei Venatores sarà il conclusivo. Hai cambiato idea, oppure confermi la tua decisione?

Per il momento confermo che Leiche, il terzo volume della saga, sarà l'ultimo.
Ciò non toglie che un domani potrei scrivere una nuova trilogia, magari ambientata qualche anno (o anche parecchi anni) dopo le imprese di Argalia Malaspina e della sua compagnia.

8. (Hyperborea) Sempre su Plutonia Experiment hai affermato di voler intraprendere una nuova serie denominata “Gladiatori contro Kaiju”, che dovrebbe essere sandalpunk. Siamo molto lieti di questa tua scelta. Ci puoi rivelare qualche informazione in più su questo interessante progetto?

Gladiatori contro Kaiju sarà un'ucronia fantastica ambientata durante il periodo di Roma Imperiale, più specificatamente negli anni della Dinastia dei Flavi.
La trama ipotizza l'esistenza di una “terra cava” (tema noto agli amanti della narrativa pulp), che ospita nei suoi meandri i superstiti di un antichissimo popolo, vissuto secoli prima dell'estinzione dei dinosauri.
Congelati nel tempo da complesse e dimenticate tecnologie, i tartessiani (questo è il loro nome), vengono ridestati da un fortissimo terremoto. Riemersi in superficie, le menti fuse nei corpi di letali mostri ibridi creati in laboratorio e progettati per resistere a condizioni ambientali estreme, i tartessiani si trovano
ad affrontare i nuovi dominatori del mondo: i romani con le loro legioni.
E questa è solo una piccolissima parte della premessa narrativa. La trama, in verità, è assai più complessa.

9. (Hyperborea) Il grande pubblico da tempo ti segue su Plutonia Experiment, piattaforma nella quale proponi giornalmente articoli originali e interessanti. Come riesci a conciliare la tua attività di scrittore con quella di blogger?

Non è facile farlo, lo ammetto. La cura quotidiana del blog richiede almeno un'ora al giorno, spesso anche più tempo.
L'esercizio e la costanza mi hanno però allenato, tanto che ora riesco ad aggiornare con costanza, anche durante le feste, anche quando ho poche energie da dedicare agli articoli (che programmo anche con tre o quattro settimane d'anticipo) e ai post.
Inoltre avere un palinsesto più o meno fisso aiuta molto a saper cosa scrivere e quando farlo.

10. Quali sono i tuoi autori preferiti di fantasy?

Uno lo abbiamo già citato: Michael Moorcock. Poi direi David Gemmell, Harry Turtledove, Piers Anthony. Mi piace molto il George R.R. Martin dei primi volumi della sua celeberrima saga, poi si è decisamente perso per strada.

11. Ti ringrazio per la disponibilità.


Grazie mille a te per la gentile ospitalità!

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