venerdì 1 aprile 2016

Storie del Necronomicon di Max Gobbo

Scheda:
Titolo: Storie del Necronomicon
Autore: Max Gobbo
Curatore: Gianfranco De Turris
Copertina: Vincenzo Bosica
Editore: Tabula Fati
Collana: Le ali della fantasia, Nr. 4
Genere: horror/weird/sword and sorcery
Pagine: 152
Data di pubblicazione: 2016
Prezzo: € 12



Trama: Chi commissionò al pittore Ben Yokhai nel 1893 il misterioso dipinto che nel corso del tempo s’è guadagnato una fama fra le più sinistre?
Qual è il contenuto innominabile del diario rinvenuto accanto al corpo senza vita dello scrittore Robert Ervin Howard nel giugno del 1936?
E infine, cosa ha scoperto di tanto spaventoso il giornalista americano Jack Shepherd?
Queste e altre domande troveranno risposta nelle pagine di questo libro che, partendo dal ritrovamento del più aborrito dei distici, narra degli abominevoli segreti che si celano oltre le nebbie impenetrabili dello spazio e del tempo che da sempre avvolgono il “Libro dei morti”.
Ma occorre usare cautela, poiché vi sono saperi proibiti che è bene ignorare, e rivelazioni sconvolgenti che l’intelletto potrebbe non sopportare.


Commento:
Storie del Necronomicon è un’antologia di racconti horror/weird/pulp, scritta da Max Gobbo e pubblicata da Tabula Fati, che attinge a piene mani dai Miti di Cthulhu di H.P. Lovecraft e dalla saga di Conan di Robert E. Howard; insieme ad alcuni elementi di humor nero.
L’Autore, con grande maestria, collega le storie l’una all’altra senza soluzione di continuità e ci narra del ritrovamento del Necromicon, da parte degli studiosi della Miskatonic University nel 2013 e di quanto ne consegue. Nel fare ciò, Max Gobbo fonde abilmente fatti realmente accaduti (come la tragica morte di Robert E. Howard) ad elementi di pura fiction, amplificando in tal modo nel lettore le sensazioni di orrore, suspance e sgomento.
Questo non deve indurci a pensare che qui vi è spazio solamente per le terrificanti atmosfere lovecraftiane. Al contrario, abbiamo anche azione, combattimenti e audacia, dato che vi sono alcune storie improntate sullo sword and sorcery che hanno ad oggetto le avventure di Kmer, un razziatore che vive nell’Impero sasanide dell’VIII secolo d.C., il quale si trova ad affrontare un mefistotelico stregone.
In puro stile pulp, numerosi personaggi prendono parte alle vicende, senza che nessuno diventi veramente protagonista e tra essi vi è anche Robert E. Howard, Abdul Alhazred e lo stesso Autore.
Lo stile è ricercato ma privo di fronzoli e i dialoghi sono ben costruiti.
Alla luce di quanto illustrato dianzi, si può asserire a buon diritto che, in Storie del Necronomicon, Max Gobbo dimostra di essere uno scrittore maturo e un degno successore della tradizione lovecraftiana e di quella howardiana.

Voto 5/5

Autore: Max Gobbo alias Massimiliano Gobbo (1967), insegnante, nel tempo libero si dedica alla scrittura. Tra i suoi interessi principali figurano la narrativa dell’immaginario, la letteratura e il cinema.
È autore di diversi romanzi e di racconti fantastici come Garibaldi e i mostri meccanici e la Maschera nera, che rileggono in chiave “retrofuturista” la storia d’Italia. Nel 2010 esordisce con Protocollo Genesi edito da Aracne editrice presentato al XXIII Salone internazionale del libro di Torino.
Nel 2012 è finalista a Giallolatino col suo racconto La palude dei caimani.
Nel 2013 ha presentato al festival internazionale di fantascienza, Sticcon di Bellaria il suo Capitan Acciaio supereroe d’Italia edito da Psiche e Aurora editore, con prefazione di Gianfranco de Turris.
Maggio 2014, sulla prestigiosa rivista “Robot” (Delos Books) appare il suo racconto a tema steampunk, L’incontro di Teano.
Luglio 2014, sulle pagine di “IF - Insolito e Fantastico” rivista edita da Solfanelli compare il suo Aeronavi Italiche.
Il 2015 vedrà l’uscita d’un suo nuovo romanzo L’Occhio di Krishna per Bietti Editore.

Attualmente collabora con diverse riviste: “Skan Amazing Magazine”, “Politicamente.net”, “Letteratura Horror”, e col quotidiano on line “Barbadillo”. È curatore della sezione narrativa per la rivista “Antarès”.