domenica 3 luglio 2016

I Signori dei Draghi di Jack Vance

Scheda:
Titolo: I Signori dei Draghi
Titolo originale: The Dragon Masters
Autore: Jack Vance
Traduttore: Matteo Puggioni
Revisore: Gianni Pilo
Copertina: Boris Vallejo
Editore: Fanucci
Collana: Libro d'oro della Fantascienza, 38
Genere: science fantasy/fantascienza
Pagine: 286
Data di pubblicazione: 1962
Data di pubblicazione italiana: 1990 (Fanucci)
Non disponibile

Trama: Mentre ci sono degli autori che eccellono nel campo della narrativa di Fantascienza ed altri che primeggiano in quello della Fantasy, con Vance abbiamo uno dei pochissimi casi in cui uno scrittore si esprime al meglio in entrambi i filoni sopracitati. Letteralmente idolatrato dagli appassionati di narrativa fantastica di tutto il mondo, questo consenso è anche diviso da noi, come potete constatare scorrendo il nostro catalogo nel quale i romanzi di Vance sono presenti in gran numero, oltre naturalmente a quelli in programmazione.
I Signori dei Draghi, che si fregia del Premio Hugo, oltre al presentare il romanzo che da il titolo al volume, comprende tutta una serie di testi di Vance inediti per il nostro Paese, che non fanno altro che rimarcare l'assoluta validità di questo scrittore. È sempre stato molto difficile ascrivere Vance ad un determinato filone -Fantascienza o Fantasy - e forse la definizione migliore è quella di una Fantasy mascherata da Fantascienza, ma noi lasciamo queste dissertazioni ai critici ed agli esegeti del settore.
Ciò che è importante è l'assoluta bontà dei suoi scritti, come avrete modo di leggere in questo volume, volume che andrà ad infoltire il gruppo vostri libri preferiti.


Commento:
I Signori dei Draghi è un romanzo breve di Jack Vance, apparso per la prima volta nel 1962 sulla rivista Galaxy Science Fiction, mentre come libro è stato pubblicato nel 1963 dalla Ace Books e nello stesso anno gli è stato assegnato anche il premio Hugo.
E’ difficile stabilire con rigore a quale genere letterario appartengano le opere di Jack Vance, atteso che il grande maestro americano della narrativa dell’immaginario ha la capacità di spaziare tra fantascienza e fantasy, fondendoli perfettamente l’uno con l’altro. Al riguardo, I Signori dei Draghi non fa eccezione. Pertanto ritengo che possa essere lasciato a critici ben più illustri di me l’arduo compito di imbrigliare questo libro in una singola categoria.
Ora, occupiamoci del world building.
E’ bene ricordare che Jack Vance è versato come pochi nel tratteggiare con maestria mondi alieni, selvaggi e barocchi. Non a caso è un grande estimatore di Clark Ashton Smith.
Non posso esimermi dal ricordare che una parte preponderante degli autori odierni dedicano la loro totale attenzione ai dialoghi, a discapito della parte descrittiva. Sarà pigrizia o forse una scelta specifica, ma ritengo tale circostanza una grave lacuna.
Scusate la digressione. Torniamo a noi.
La storia è ambientata su Aerlith, un pianeta roccioso e montagnoso che orbita lentamente attorno a una stella chiamata Skene. Qui gli umani sono in possesso di una tecnologia simile a quella del nostro periodo storico preindustriale e vivono in valli fertili. Il pianeta è scarsamente popolato tanto che solo tre comunità umane lo abitano.
La prima è quella di Valle Banbeck, la seconda è quella di Valle Felice e la terza è quella dei Sacerdoti. Le prime due sono in continua lotta per ottenere la supremazia sul pianeta, mentre l’ultima vive nascosta dalle altre in condizioni di estrema frugalità. Nonostante l’asprezza delle condizioni di vita, i dragonieri hanno imparato ad allevare e ammaestrare i draghi, rettili giganti, i quali grazie a molteplici incroci sono diventati macchine di morte e distruzione, utilizzati nelle guerre.
Come ci dice l’Autore, vi sono le più disparate tipologie di questi mostri,:

“I termaganti, dal color rosso ruggine, e gli uccisori, armati di lunghe corna poderose coi loro parenti prossimi, gli uccisori veloci. Ed ancora i draghi denominati orrore blu, i demoni, bassi, quasi attaccati al suolo, straordinariamente forti, con la coda che terminava in una punta armata di aculei di acciaio, per finire con i dominatori, dalla testa corazzata, calva e bianca come un guscio d'uovo.”

La vicenda ci viene narrata in terza persona e segue due pov fondamentali.
Il primo è quello relativo a Joaz Banbeck, protagonista della storia e governatore della Valle omonima. Costui è un comandante sagace e dotato di grande cultura. La sua fertile curiosità lo condurrà a conoscere i più terribili segreti della razza umana.
Il secondo si riferisce a Ervis Carcolo, villain per eccellenza, stolido e invidioso di Joaz che vive esclusivamente per annientare il suo rivale ed è indifferente alle sofferenze economiche della sua nazione.
I due si affronteranno in feroci battaglie nelle quali giocheranno un ruolo fondamentale i draghi.
Devo riconoscere che l’Autore ha svolto un ottimo lavoro di ricerca in relazione alla strategia e alla tattica militare. Il che rende questo romanzo ancora più interessante.
Come se non bastasse, nel bel mezzo del conflitto, intervengono a combattere contro le due fazioni i Basici, una razza aliena rettiloide che in più riprese ha sconfitto e depredato le popolazioni di Aerlith. Questi esseri infatti sono dotati di una tecnologia superiore che gli permette di avvalersi nelle loro scorrerie navi spaziali e cannoni a raggi termici.
Il fatto interessante è che i Basici utilizzano come unità d’élite dell’esercito degli umani sottoposti a mutazioni genetiche. Abbiamo ad esempio i giganti che raggiungono l’altezza di tre metri, i cercatori di tracce alti più di due metri con la bocca piccola atteggiata a bacio e delle cavalcature umane che procedono carponi con crani oblunghi e calvi.
La storia nonostante sia breve riesce ad essere esaustiva e presenta importanti temi su cui soffermarsi a riflettere come il razzismo, il fondamentalismo religioso, il pacifismo, il nichilismo, la guerra e il senso della vita. E’ palese che non siamo dinanzi a mera letteratura d’evasione ma a un’opera di grande spessore.
Oggi è veramente difficile per il lettore trovare autori che abbiamo la capacità di creare mondi onirici, meravigliosi ma allo stesso tempo credibili e trame avvincenti come Jack Vance. Pertanto, anche se sono trascorsi oltre cinquant'anni dalla sua uscita, I Signori dei Draghi resta un libro insuperabile e unico che travalica i generi della narrativa fantastica.

Voto 5/5

Autore: Jack Vance, vero nome John Holbrook Vance (San Francisco, 28 agosto
1916 – Oakland, 26 maggio 2013), è stato uno scrittore statunitense, autore di romanzi fantasy e di fantascienza, benché Vance stesso abbia obiettato a questa definizione. Ha firmato gran parte delle sue opere con il suo nome informale Jack Vance, ma ha anche usato il suo nome completo, così come gli pseudonimi Ellery Queen (dal famoso scrittore di gialli), Alan Wade, Peter Held e John van See. Gode di una buona considerazione da parte di critici e colleghi, alcuni dei quali hanno suggerito che la sua opera trascende i limiti del genere e che dovrebbe essere considerato un importante scrittore secondo gli standard della letteratura mainstream. Ad esempio Poul Anderson l'ha definito in un'occasione il più grande scrittore statunitense "in" fantascienza (invece che "di" fantascienza).
Nasce il 28 agosto 1916 in California. Dopo la separazione dei genitori si trasferisce con la madre e diversi fratelli nel ranch dei nonni materni, dove trascorre un'infanzia felice. Fin da giovane legge e scrive poesia. Si appassiona inoltre alle riviste pulp, come Weird Tales e Amazing Stories, e ad autori come Edgar Rice Burroughs, Jules Verne, Lord Dunsany e P.G. Wodehouse.
Terminati gli studi superiori e non potendo permettersi di frequentare l'università, gira per il paese svolgendo i lavori più disparati (raccolta della frutta, operaio in una fabbrica di attrezzi minerari, minatore e addetto ai pozzi petroliferi), trasformandosi da piccolo intellettuale poco pratico in un giovane uomo piuttosto impetuoso.
Si iscrive all'Università della California a Berkeley, frequentando prima fisica e poi giornalismo, ma senza terminare gli studi. Lavora per un certo periodo al porto di Honolulu, ma ritorna in America in tempo per l'inizio della seconda guerra mondiale. Partecipa senza successo ad un programma di addestramento dei servizi segreti, quindi si arruola nella Marina mercantile e si imbarca. In questo periodo inizia a scrivere narrativa, in particolare i primi racconti del Ciclo della Terra morente. La sua prima opera pubblicata è Il pensatore di mondi nel 1945 sulla rivista Thrilling Wonder Stories.
Nel periodo tra gli anni cinquanta e i settanta lavora per un breve periodo come sceneggiatore per la 20th Century Fox. Viaggia quindi a lungo, prima in Europa e successivamente per il resto del mondo, fermandosi per pochi mesi in luoghi esotici, dove scrive nuovi racconti e romanzi, partendo quindi per un'altra destinazione. Alla fine degli anni cinquanta, durante un periodo in cui si trova a New York, scrive sceneggiature per la serie TV di fantascienza Captain Video. In questo periodo scrive i romanzi L'odissea di Glystra, Il linguaggio di Pao e Uomini e draghi (con cui vince un Premio Hugo), inizia la Trilogia di Durdane e il Ciclo dei Principi demoni. Ritorna inoltre ai racconti del ciclo della Terra morente e scrive la serie di racconti con protagonista Cugel l'astuto (Le avventure di Cugel l'astuto).

Fino alla morte risiedeva con la moglie e un figlio a Oakland, in California. È scomparso il 26 maggio 2013 nella sua casa di Oakland. (Tratto da Wikipedia)