lunedì 18 luglio 2016

Il Dio del dolore di Francesco Brandoli

Scheda:
Titolo: Il Dio del dolore
Autore: Francesco Brandoli
Copertina: Vincenzo Bosica
Editore: Tabula Fati
Collana: Minas Tirith
Genere: fantasy
Pagine: 176
Data di pubblicazione: 2014
Prezzo: € 14,00






Trama: Esiste un dio creatore di tutte le storie, di tutti gli altri dei e anche del giovane Ashioka, Dio del Dolore e della Morte, da sempre tormentato sulla natura del proprio ruolo nell’Universo.
     Nel cosmo che Ashioka ha il compito di sorvegliare affinché l’equilibrio resti inalterato, esiste un pianeta rosso, Amhambara, desertico e inospitale, dove il sole sembra essersi addormentato, lasciando i suoi abitanti perennemente avvolti nell’oscurità.
     Questo fatto è all’origine di una guerra decennale tra le due etnie che ci vivono: i pacifici Zaffiri, coltivatori e artigiani, amanti della natura, e i rozzi Sassosi, popolo di negromanti e minatori.
     Le loro continue battaglie giovano al Dio della Guerra, che ha dato il proprio nome al pianeta e che dai Sassosi viene adorato e rispettato insieme ai propri figli: Violenza, Distruzione, Crudeltà e Disperazione.
     Starà ad Ashioka capire perché il sole sia sparito e dove stia dormendo, ma anche cessare gli scontri e riportare la pace, ricomponendo un quadro antico e ancora valido, quello in cui la vita è un continuo susseguirsi di cicli e dove la morte non è la fine ma un nuovo inizio.


Commento:
Il Dio del Dolore è un romanzo fantasy di Francesco Brandoli, pubblicato da Tabula Fati nel 2014.
L’Autore ci proietta su Amhambara, un mondo immaginario in cui la tecnologia è simile a quella del nostro periodo storico antico/medievale. Il sole è oscurato ma la temperatura sul pianeta è rovente tanto da causare la totale desertificazione e la scomparsa degli oceani. Qui infuria una guerra tra gli Zaffiri e i Sassosi. I primi sono uomini pacifici, mentre i secondi sono creature delle tenebre che godono dell’aiuto di alcune divinità infernali e di demoni che gli garantiscono un vantaggio notevole nel conflitto.
Ma la situazione è destinata a mutare rapidamente poiché viene evocato Ashioka, il dio del dolore e della morte, in soccorso degli umani. Questi è il protagonista della vicenda ed è anche il personaggio maggiormente sviluppato. Il suo profilo psicologico è complesso ed elaborato. Il suo destino è crudele in quanto gli viene preclusa qualsivoglia possibilità di amare o di essere amato. Lui è stato creato dall’Assoluto al mero scopo di porre fine all’esistenza di ogni persona e di essere il veicolo della morte e del dolore.
O forse non è questa la sua vera missione?
A ogni modo, tali circostanze tormentano il nostro in ogni attimo della sua esistenza, rendendola un martirio. La sofferenza è la parte preponderante della vita di Ashioka e di coloro che lo seguono. I suoi poteri non hanno limiti e, da solo, può sconvolgere l’intero universo. I suoi nemici inorridiscono dinanzi a lui e i suoi fedeli lo temono.
Come potete immaginare, questo scritto è pregno di magia. Il pilone portante
della storia si regge proprio su una disputa tra alcune divinità per il controllo del pianeta. I combattimenti e la stessa sorte dei personaggi vengono decisi infatti da incantesimi dirompenti e ancestrali. 
Pare impossibile che taluni possano considerare infantile, deleterio e futile l’inserimento di elementi soprannaturali. Ma tant’è.
Le battaglie sono di portata epica e in esse prendono parte spiriti del fuoco e dell’acqua, esecrabili negromanti, creature mostruose come la sfinge, i troll delle rocce e i vermi giganti della sabbia che sembrano usciti dal Ciclo di Dune di Frank Herbert.
Ma ad onta di quanti ritengono semplicisticamente che l’obiettivo della narrativa dell’immaginario sia la pura evasione, la presente opera ha il pregio di permettere al lettore di volgere le sguardo verso temi assai rilevanti come la vita, la morte e il dolore. In ossequio alla dottrina buddista e a quelle orientali, secondo l’Autore la dipartita non è la fine di ogni cosa, ma solo l’inizio di un nuovo ciclo.
Concludo dicendovi che Il Dio del Dolore è un ottimo romanzo fantasy nel quale il visionario Francesco Brandoli fonde in maniera originale la tragedia, la mitologia indiana e greca, le opere di Roger Zelazny e gli anime giapponesi.

Voto 5/5

Autore: Francesco Brandoli, nato a Castel San Pietro Terme (BO) nel 1981, è sempre stato un amante del fantastico, iniziando a scrivere e disegnare fin da bambino. Avvocato civilista, esercita la professione forense a Bologna, dove vive. Al suo attivo vanta la pubblicazione di racconti fantastici in raccolte di AA.VV., quali l’antologia fantasy I figli di Beowulf (Ed. Midgard), a cura di Alberto Henriet, e la rassegna di fantascienza Futuro Europa (Ed. Perseo/Elara), oltre a un saggio letterario su H.P. Lovecraft per la rivista Studi Lovecraftiani (Ed. Dagon Press). Nel 2014 è stato pubblicato il suo primo romanzo fantasy, “Il Dio del dolore”, presso i tipi di Tabula Fati.